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CENNO STORICO

Dopo l’occupazione degli Etruschi e dei Celti, la regione fu conquistata dai Romani che nel 187 a.C. costruirono la Via Emilia. Alla fine dell’impero romano le città some sulla Via Emilia vennero in gran parte abbandonate, proprio quando si sviluppava Ravenna come capitale bizantina dell’Occidente e quindi anche di quel territorio che fu chiamato Romania, cioè regione dei Romani (come venivano chiamati i Bizantini eredi dell’impero romano), per distinguerla dal dominio longobardo.emiliaromagnaantica

Durante il Medioevo le città passarono sotto il controllo di potenti famiglie che a Modena e a Parma dettero vita a piccoli ma prestigiosi ducati. Bologna, Ferrara e la Romagna entrarono invece a fare parte dello Stato della Chiesa fino all’Ottocento quando con la proclamazione del Regno d’Italia, Emilia e Romagna furono unificate.

 

Frane e subsidenza

L’Emilia-Romagna è la regione italiana con il più elevato numero di comuni a rischio idrogeologico, circa 4.300. Le cause sono da ricercare nelle caratteristiche geologiche dei rilievi, costituiti in gran parte da rocce sedimentarie molto friabili. In montagna ed in collina vi è quindi il pericolo di frane, mentre la pianura, dove è intensa l’espansione edilizia, e soggetta a frequenti inondazioni, anche dei corsi d’acqua più piccoli. Le coste sono minacciate dalla subsidenza, cioè da un progressivo abbassamento del suolo, dovuto all’eccessiva estrazione di acqua e di gas naturale dal sottosuolo. La subsidenza rende più disastrose le alluvioni e le mareggiate che d’inverno si abbattono sul litorale e provocano l’infiltrazione delle acque marine nelle falde acquifere della costa.