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CENNO STORICO

Dopo gli Etruschi la Campania fu colonizzata dai Greci che sin dall’VIII secolo a.C. fondarono Cuma, Paestum e Partenope (poi Neapolis, cioè, “città nuova“). Conquistata dai Romani, questa terra divenne prediletta dai patrizi della Roma imperiale che vi costruirono splendide ville attratti dalla bellezza del territorio e dal clima dolce, tanto da chiamarla Campania felix.campaniasitiarcheologici

Nel Medioevo, lo sbarco dei Normanni diede inizio all’unificazione dell’Italia meridionale, portando Napoli al rango dei più influenti centri d’Europa e del Mediterraneo. Dopo il breve dominio degli Svevi, la Campania divenne un possedimento francese, sotto gli Angionini, sino alla seconda metà del XV secolo, quando passò in mano agli Aragonesi e più tardi agli Spagnoli, che trascinarono la regione in una grave decadenza economica. Nel 1738 i Borboni prendevano il possesso della Campania, costituendo nell’Italia meridionale un regno indipendente. Nel 1860 Garibaldi consegnò nelle mani del re Vittorio Emanuele II tutta l’Italia meridionale. Nel 1861 la Campania entrò a far parte del Regno d’Italia.

 

Un territorio compromesso dall’abusivismo

Uno dei più gravi problemi ambientali della Campania è l’abusivismo, cioè la costruzione di case ed altri edifici senza autorizzazioni, o addirittura in aree protette. Un altro problema, ancora più grave dell’abusivismo edilizio, è quello delle cave illegali che compromettono l’equilibrio naturale dei rilievi e dei fiumi. Inoltre numerose sono le discariche abusive, cioè discariche di materiali, a volte pericolosi per la salute, situate vicino ai corsi d’acqua e nelle zone rurali, soprattutto nel Casertano e nel Nolano. Tutte queste attività illegali  spesso sono gestite dalla malavita organizzata che realizza lucrosi affari scaricando i rifiuti industriali tossici.