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CENNO STORICO

Come per altre regioni dell’Italia meridionale, anche la storia della Basilicata inizia nel VII secolo a.C. quando i Greci sbarcarono lungo le coste ioniche, fondando numerose colonie fra cui Taranto e Metaponto. Dopo la dominazione greca, la Basilicata fu conquistata dai Romani, che non si lasciarono sfuggire un territorio così ricco di boschi e che proprio per questo chiamarono; Lucania (da lucus, bosco). Dopo la caduta dell’impero romano, la regione divenne terra di conquista per Visigoti, Ostrogoti, Bizantini, Saraceni e Longobardi.basilicatamatera1

Con il dominio normanno, la Basilicata conobbe un periodo di tranquillità e  benessere, soprattutto quando Melfi divenne la capitale del nuovo regno. Seguirono gli Svevi e poi gli Angioini, sotto i quali la regione decadde rapidamente e dopo la lunga dominazione borbonica entrò a far parte del Regno d’Italia.

 

La Valle dell’Angri tra petrolio e parco naturale

Nel 1988 la scoperta di petrolio nella Valle dell’Agri innescò speranze e illusioni, tanto che si pensò subito alle ricchezze contenute nei giacimenti del territorio come ad un Texas italiano. Su quest’area si puntarono subito gli interessi dell’Eni (Ente nazionale idrocarburi) e le trivelle iniziarono a forare il terreno per l”estrazione dell’oro nero situato a circa 6.000 metri di profondità. A Viggiano, dove dal Quattrocento si venera la Madonna nera, patrona delle domande che oggi molti abitanti della regione si pongono sono diverse: l’estrazione del petrolio ha portato quella circolazione della ricchezza che tutti speravano? L’attività estrattiva mina la salute degli abitanti? È più importante potenziare l’estrazione di petrolio oppure salvaguardare la Valle dell’Agri, ricca di bellezze naturali e storiche e di prodotti agricoli tipici, attraverso l’istituzione di un parco nazionale, come chiedono le associazioni ambientaliste?