I nuovi schiavi, nel settore agricolo.

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Nelle nostre campagne, chi sono i nuovi schiavi? Riusciremo a venirne fuori??

EVT – “Esposizione Virtuale delle Tipicità”, il primo portale, www.tipicotipica.com, che si interessa di raccogliere e diffondere le tipicità di un territorio, non solo cibo, ma tutto ciò che è di tipico di un territorio.

Fino a ieri, le risorse umane, sfruttate e schiavizzate, utilizzate nel settore agricolo, erano gli extracomunitari, quelli che noi oggi definiamo, “immigrati”.

pomodori1Gli stessi che stagionalmente invadevano le nostre campagne e non solo, i cosiddetti invisibili, che per anni abbiamo fatto finta di non vedere, come se non esistessero.

Le stesse risorse umane che per anni hanno partecipato allo sviluppo del paese Italia.

muratore

 

Le stesse risorse umane, che per decenni hanno svolto quei mestieri che noi italiani non volevamo più svolgere. Le stesse risorse, dislocate su tutto il territorio nazionale, che, incontravi, facendo finta di non vedere, nei campi agricoli, a sud a raccogliere pomodori, ma che si trasferiva a nord, durante la vendemmia.

vendemmia

 

Le stesse risorse umane, che per decenni sono state sfruttate, oltre il limite della dignità, per pochi spiccioli al giorno, da imprenditori senza scrupoli, ma anche da imprenditori, che per adeguarsi alla cosiddetta, “globalizzazione”, termine moderno e utilizzato per mascherare il vero significato, – sottomissione al mercato, ma più corretto, finanza globale.

 

Dove appunto, tutto quello che ci hanno insegnato, sulla legge del mercato, che, si muove in base, alla domanda e l’offerta, non ha avuto più valore. Sostituito dalla finanza, dalla grande distribuzione, ma anche da accordi tra i paesi europei, a volte poco trasparenti e chiari.

Non è di questo che volevamo parlare, anche se tratteremo l’argomento, con un altro articolo.

nuove schiave1Dicevamo, che oggi i nuovi schiavi, le risorse umane, utilizzate nei campi, sono gli italiani, che, per colpa della crisi, si stanno riprendendo, quei mestieri che loro stessi hanno per decenni abbandonato. I nuovi schiavi nei campi, che per poche decine di euro al giorno, sono sfruttati e schiavizzati, dagli stessi imprenditori – gli stessi personaggi – che davano lavoro agli invisibili, che, come per incanto, sono diventati visibili e per questo danno fastidio.

Noi di www.tipicotipica.com, crediamo, che sia giunto il momento di cambiare le regole, prima di tutto quelle morali.

Puntare sulla valorizzazione delle tipicità territoriali, non solo cibo, questo non ci stancheremo mai di ripeterlo, ma tutto ciò che è di tipico di un territorio e quindi unico.

Condannare, denunciare, pratiche e concorrenza sleale, da parte d’imprenditori, che, non andrebbero chiamati tali, ma, delinquenti, che per interesse e facili guadagni, alterano la lavorazione di prodotti tipici, (mozzarella di bufala con latte di altra provenienza, vini e oli alterati, formaggi contraffati), ma di casi se ne conoscono tanti.

Pensiamo inoltre, che andrebbero istituiti, in ogni comune, dei mercati fissi e continui, di prodotti provenienti dal proprio territorio e poi a seguire dagli altri territori, esaurendo prima di tutto i prodotti raccolti nel nostro paese e poi pensare di importarne altri.

Questo purtroppo e credo che siate d’accordo, un po’ tutti, dipende da quanta voce ha, il nostro paese in Europa.

Non possiamo accettare che è limitata, la raccolta di limoni e arance, nel nostro paese e poi essere costretti a dover acquistare gli stessi prodotti da altri paesi europei, sarà anche una strategia di mercato, ma a noi non piace.

Limitare la grande distribuzione, che, per motivi ben noti, è una continua corsa al ribasso, a discapito della qualità dei prodotti.

Infine, maggiore controllo su gli aiuti, che giungono dall’europa, aiuti economici da destinare a tutte le aziende, sane e corrette e non come succede, il più delle volte, a imprenditori e gruppi poco trasparenti e disonesti.

Ci rendiamo conto che non è semplice uscirne, che occorre del tempo, ma anche un’inversione di tendenza, cioè puntare sulla qualità e continuare a produrre e trasmettere, quello che ci è stato insegnato. Ma anche, avere il coraggio, di ammettere e comprendere, che, la diversa provenienza territoriale è un valore e non un elemento discriminatorio.

Noi di www.tipicotipca.it, abbiamo da sempre sostenuto:

Uniamo il paese, partendo dalle loro diverse tipicità territoriali

Grazie a tutti ……

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One thought on “I nuovi schiavi, nel settore agricolo.

  1. Bravi, affrontate gli argomenti, in modo molto semplice e chiari. Continuate così.
    L’argomento affrontato, credo, a mio modesto avviso, riguarda non solo l’agricoltura, ma un po’ tutti i settori, altrimenti i cinesi non ci avrebbero invasi, divenendo i nuovi ricchi.
    Abbiamo sbagliato ad aprire la porta, al primo, che ci offriva manodopera a basso costo.
    Hanno sbagliato, i governi, a non intervenite, a volte sostenuto, imprenditori che iniziavano a produrre nei paesi, dove il costo del lavoro, più chiaro, il costo delle persone, valeva poco.
    Dite bene che ci vuole tempo, ma la testa, anche.

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