Il Tartufo nero, come una droga.

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Ma il tartufo nero, …… mi sballa??

Noi amanti del tartufo nero (Tuber melanosporum), qualche sospetto lo avevamo, ma abbiamo sempre creduto che fosse solo una legenda popolare, quella di accostare il prezioso “oro nero” a una droga. Credevamo, che fosse, così come per altre prelibatezze, una cosiddetta droga del palato.
Invece studi scientifici, svolti interamente in Italia, hanno riscontrato la presenza, nel tubero, di una sostanza chimica, simile ai cannabinoidi, tali da innescare sensazioni di piacere e di benessere.
A scoprirla, recentemente è stato un gruppo di ricercatori, – una partecipazione, tutta italiana, tra il Campus Biomedico di Roma e l’Università dell’Aquila – si tratta dell’anandamide e, nell’uomo, scatena il rilascio di sostanze chimiche che agiscono sull’umore e attivano sensazioni di piacere e benessere. In realtà questo endocannabinoide, spiegano i ricercatori che l’hanno valutato, è sprigionato dal tartufo stesso per attirare gli animali e spingerli a nutrirsene. In questo modo si favorirebbe la diffusione delle spore del tartufo e una distribuzione sul territorio.
Una strategia della natura, quella resa nota sulla rivista “Phytochemistry”, per tutelare la specie e, allo stesso tempo, garantire il piacere a chi ha l’occasione di cibarsene. Non è stato ancora studiato se le stesse proprietà sono attribuibili anche al tartufo bianco.
Non sappiamo, se sono stati svolti anche studi su un’eventuale dipendenza da tartufo.

Ma molti, a questo punto, si chiederanno, ….. ma il tartufo nero, ….. mi sballa??

Grazie a tutti ……

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One thought on “Il Tartufo nero, come una droga.

  1. Si è proprio vero, lasciatevelo dire da una persona che spende buona parte del suo tempo libero a cercarli.
    Tanto che a volte penso, ma questo forse un po per tutte le cose, non so se provo più piacere a trovarli o a mangiarli ….!!
    Bravi comunque per il portale, vi seguirò …….

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