Il kebab come dovrebbe essere fatto.

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Ma ke…bab mi dai da mangiare??

Il kebab, il cui significato deriva da kebāb cioè “carne arrostita”, in turco kebap, è un piatto, a base di carne, tipico della cucina turca, divenuto popolare in tutto il mondo grazie alle immigrazioni provenienti dal Medio Oriente.
L’espressione kebab, sembrerebbe di origine persiana, infatti, la tradizione araba vuole che il piatto sia stato inventato nel medioevo da soldati persiani che usavano le loro spade per grigliare la carne sul fuoco in campo aperto.
Una pietanza tipica antichissima, in India il kebab non solo era servita nei palazzi reali durante il Sultanato di Delhi (1206-1526 d.C.), ma anche la gente comune lo usava per la prima colazione con il naan, un pane lievitato e cotto al forno. Ma sembrerebbe, che, una variante più antica del kebab (in greco: obeliskos) è attestata in Grecia dall’VIII secolo a.C..

Il tipo di kebab più famoso probabilmente è il döner kebab.

Il fatto che in Turchia venga chiamato anche con un’espressione che significa “kebab da passeggio“, per l’abitudine di mangiarlo anche mentre si cammina per strada, però non ha nulla a che vedere col suo nome, dal momento che döner kebab è traducibile come “kebab che gira“, con riferimento allo spiedo verticale rotante nel quale la carne viene infilzata e fatta abbrustolire, facendola ruotare sull’asse del girarrosto.

Il tipico metodo di cottura del kebab è appunto, quello con lo spiedo verticale rotante.

La carne (solitamente di agnello, di manzo o di pollo, più economico, mai di maiale, in quanto carne vietata dall’Islam), tagliata a fette, viene lavorata e infilzata nello spiedo verticale, fino a formare un grosso cilindro rastremato verso il basso alla cui sommità vengono poi infilzate parti grasse che, sciogliendosi e scolando, evitano l’eccessivo abbrustolimento ed essiccamento della carne. Lo spiedo viene poi fatto ruotare vicino a una fonte di calore, che una volta consisteva in brace rovente sistemata in apposite griglie disposte verticalmente intorno allo spiedo e che oggi è invece un’apposita macchina che produce calore tramite resistenze elettriche o bruciatori a gas.

Prima di essere predisposta e cotta la carne viene condita o marinata; le erbe o le spezie usate in questa fase variano a seconda del luogo e vi si possono trovare una vasta gamma di sapori del mediterraneo: origano, menta, peperoncino, cannella, cumino, coriandolo, aceto ecc.

Il taglio della carne procede dall’esterno del cilindro di carne, a mano a mano che questo cuoce, verso l’interno, con un movimento che va dal basso verso l’alto per far sì che il grasso sciolto che cola da sopra resti il più possibile sulla carne impregnandola e impedendo che, abbrustolendosi, diventi troppo secca e dura.
Una volta il taglio veniva effettuato manualmente tramite un coltello affilatissimo, mentre oggi si esegue quasi sempre facendo scorrere sul cilindro una macchinetta elettrica con lama rotante che asporta sottili fettine.

La carne così preparata è servita all’interno di panini e piadine, o collocata su un piatto vero e proprio.

Ci sono stati, nel corso di questi anni, paesi come il, Regno Unito, gli USA, ma anche altri, che hanno svolto, ricerche scientifiche, in merito ai dubbi sulla sua composizione.

Anche noi di tipicotipica.com, abbiamo voluto documentarci, visto che si tratta di un piatto tipico di un territorio, diverso dal nostro, che non possiamo vedere con discriminazione, bensì come un valore.

A questo punto, ci siamo domandati, ma ke ….. bab ci dai da mangiare??

Nel corso di questi anni, nel nostro paese, si sono aperte tante attività che preparano il kebab.

Noi ne abbiamo assaggiate diverse, preparate nei più svariati modi, ma ne abbiamo anche parlato, con nostri amici di origine turca, oramai da tanti anni in Italia.

Noi di tipicotipica.com, siamo giunti a una conclusione, ma questo può valere, per la salciccia, la mortadella, il prosciutto, la lista è lunga, dipende sempre dalla qualità del prodotto che viene lavorato.

Per quanto riguarda il kebab, potrebbe essere di aiuto:

  • Controllo visivo – il kebab si deve presentare, come tante fette di carne poste una sopra l’altra e non con un aspetto a poltiglia;
  • Costo – ma questo è relativo, di certo, un prodotto di qualità, non può costare poco;
  • Fiducia – meglio il passaparola, o comunque, come per tutte le altre attività, pulizia dei locali e simpatia dei gestori.

Per quanto invece riguarda la salute, come tutte le pietanze, se assunte con moderazione non possono che fare bene.

Grazie a tutti

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One thought on “Il kebab come dovrebbe essere fatto.

  1. Siamo sempre alla solita, quello che ci metti, ci trovi, a riguardo ci sono, credo, detti tipici, in tutti i dialetti. Parliamo di prodotti, lavorati e quindi se usi prodotto di qualità, avrai un prodotto finito di alta qualità.
    Quindi di cosa vogliamo parlare.
    Bravi voi di tipicotipica, anche in questa notizia, semplici ma dritti al problema.
    Viva la qualità e quindi la tipicità, da qualsiasi parte del mondo venga.

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